Due lati della stessa Montagna


(scienza e spirito)

Ambedue le scalate sono servite, per toccare le pareti con le mani, per provarne la difficoltà, per osservare dall'alto visuali e panoramiche assai diverse tra loro.

Ho sempre avuto l'impressione di essere sulla stessa montagna, come sento sempre più la vicinanza tra me e gli altri esseri umani, come sento ogni giorno che siamo tutti molto più vicini e coinvolti l'un l’altro di quanto si potrebbe pensare.

Sentire questa unione dentro è quasi una "rivelazione" che fa guardare al mondo in modo diverso, non più come contenitore di individui (ego, ego, ego), ma piuttosto come rappresentazione spirituale e fisica di ciò che tutti insieme siamo. Le relazioni intessute tra di noi, non hanno meno valore di ciò che individualmente siamo. Le relazioni tra l'altro sono il "movimento" cioè il nutrimento che tiene in vita la nostra parte spirituale, come il cibo tiene in vita il corpo.

Tutto questo è comprensibile per l'uomo di fede come per l'uomo di scienza. Un mio caro amico, ad esempio, rappresenta con la sua vita ed il suo carattere la più bella incarnazione del mio lato scientifico. E' un genio e quando devo aggiungere un tassello alla mia conoscenza scientifica, mi rivolgo a lui. Ma questo trasferimento di conoscenza logica avviene attraverso l'amore (appunto l'amicizia), forma di comunicazione tutt'altro che razionali.

Ecco di nuovo che scienza e spirito, razionalità e amore, si mischiano assieme in un rapporto di profondo e autentico, dove gli interlocutori, consapevoli di questo, lasciano ad ognuna delle componenti lo spazio necessario, la giusta misura in cui si possa esprimere e generare uno scambio solido (logica) e creativo (amore).