Razzisti "per bene"


Razzismo e discriminazione sono ancora presenti. Ieri tra bianchi e neri. Oggi tra etnie, tra sessi, tra popolazioni, tra religioni, tra culture. Solo che sono cambiate le modalità.

Oggi si può essere razzisti "per bene".
Gravi sono i toni sui giornali, in televisione, alla radio, nella bocca di molte persone.
Toni raramente infervorati ed evidenti (tipo "hey tu sporco negro!"), ma addirittura pacati, come quando si parla di una cosa che oramai "è risaputa". Ma questo, appunto, non e' una novita.
Questo "nuovo linguaggio" così civile, e dalle buone maniere ha contaminato la percezione collettiva, tanto che uomini e donne comuni tranquillamente oggi possono leggere articoli chiaramente razzisti senza stupirsene, carpire, senza notare che in realtà molto spesso ci sono i contenuti testuali ed anche i connotati emotivi della più grave e insita forma di razzismo.

Nel delirio di onnipotenza dell'individuo occidentale e della cultura industrializzata c'è una razza che è migliore delle altre, per Hitler ieri era quella ariana, per alcuni politici oggi è quella occidentale, per alcuni ministri quella femminile.

E' già successo..

I tedeschi, prima di lanciarsi nella loro folle impresa raziale, parlavano in famiglia tranquillamente, civilmente, e con garbati modi, delle inferiorità delle razze altrui, non erano rabbiosi, o infervorati, era cosa così ovvia e scontata da poterne parlare tranquillamente a tavola con figli e figlie tra una porzione di pollo ed una di dolce, la stessa pacatezza con la quale gli stessi scienziati della frenologia discutevano sulle differenze delle dimensioni del cranio dell'uomo bianco rispetto all'uomo nero.

Un esempio.. (sul razzismo di "genere")

L'articolo sotto ad esempio ci fa capire come "chiunque" possa oggi esprimersi in termini esplicitamente razzisti e discriminatori senza subirne le conseguenze: ovviamente tutto espresso con la dovuta pacatezza, e perchè no, anche un pizzico di ironia...

MARITI IN AFFITTO. (da Io Donna, Marzo 2004)
" Quanto serve davvero un uomo, nell'arco di una vita? In fondo, non così spesso. E allora perché prenderne uno per sempre? La risposta è nel film "Mariti in affitto", scritto e diretto da .... (omissis) .... Ironica e romantica, questa commedia, girata negli States ma tutta italiana, mostra le donne per quel che sono: più forti, più intelligenti e, insomma, francamente migliori degli uomini.
Con un umorismo leggero, Ilaria Borrelli dimostra che cosa una donna è in grado di fare, per sé ma soprattutto per quelli che ama. E' pur vero che i maschi, in fondo, non sono cattivi: semplicemente, valgono meno. E allora? Meglio prenderli in piccole dosi e quando servono, piuttosto che regalare loro tutta una vita. "